1) Berkeley. Sulle idee astratte.
Berkeley analizza le idee astratte, oggetto di tante dispute fra i
filosofi, che le ritengono realt della mente. Egli, che nega
l'innatismo, ne d una spiegazione di tipo empirico.
G. Berkeley, Trattato sui principi della conoscenza umana, Disegno
dell'Introduzione (pagine 250-251).

Qui, in principio, prima di procedere oltre, ritengo necessario
far attenzione a una veramente potente e universale causa d'errore
e confusioni, che  l'opinione che ci siano idee astratte o
concezioni generali delle cose. Chi non sia del tutto straniero
agli scritti e nozioni dei filosofi deve di necessit riconoscere
che una grandissima parte delle loro dispute e contemplazioni
riguarda le idee astratte. Pi specialmente si pensa che esse
siano gli oggetti di quelle scienze che vanno sotto il nome di
Logica e di Metafisica, e di tutto quel che cade sotto la nozione
della pi astratta e sublime filosofia, nelle quali scienze
speculative troverete a stento qualche questione trattata dai
filosofi in maniera che non supponga l'esistenza delle idee
astratte nella mente, e che la mente sia benissimo informata di
esse; sicch quelle parti del sapere non possono non essere
necessariamente coperte di moltissime inutili contese e gergo, e
innumerevoli assurdit e contraddizioni, sebbene le idee generali
astratte siano cos perfettamente inconcepibili come io sono ben
sicuro che mai esse furono concepite da me, n ritengo possibile
siano concepite da altri.
Per idee astratte, generi, specie, nozioni universali, che  tutto
lo stesso secondo che io trovo quei termini spiegati dai migliori
e pi chiari scrittori, dobbiamo intendere idee che rappresentano
egualmente i particolari d'una specie, e son formate dalla mente
la quale, osservando che gli individui di ciascuna specie
s'accordano in alcune cose e differiscono in altre, estrae e
separa dal resto ci che  comune a tutti facendone un'idea
astratta generale: la qual idea generale contiene tutte quelle
idee in cui i particolari convengono e hanno parte, separate da
tutte quelle altre idee per cui gli individui sono distinti l'uno
dall'altro ed escludenti tali idee.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 711.

G. Zappitello, Antologia filosofica,  Quaderno secondo/6. Capitolo
Undici/1.
2) Berkeley. Ancora sulle idee astratte.
Dopo averne esaminato il processo di formazione, Berkeley giunge
alla conclusione che le idee astratte sono impossibili in quanto
rimangono sempre legate all'esperienza empirica. Per la mia vita!
non riesco a comprendere le idee astratte.
G. Berkeley, Trattato sui princpi della conoscenza umana, Disegno
dell'Introduzione (pagine 250-251).

Se altri abbiano questa meravigliosa facolt d'astrarre le loro
idee, essi possono dirlo meglio di tutti. Quanto a me, oso
confessare di non averla, e sono incline a pensare che alcuni di
quelli che immaginano di godere di tal privilegio, se
riguardassero con precisione nei loro pensieri, troverebbero che
ne mancano tanto quanto me. Giacch ci fu un tempo in cui, giocato
e ingannato dalle parole, io non avevo il minimo dubbio di avere
quel privilegio. Ma dopo un rigoroso esame delle mie capacit, io
non solo scopro la mia deficienza su tale punto, ma anche non
riesco a concepire possibile che un tal potere sia nell'intelletto
anche pi perfetto ed esaltato. Trovo che ho la facolt di
immaginare, concepire o rappresentarmi le idee di quelle cose
particolari che ho percepite, e di variamente comporle e
dividerle. Riesco a immaginare un uomo con due teste, o con le
parti superiori d'un uomo unite al corpo di un cavallo. Riesco a
considerare la mano, l'occhio, il naso ciascuno per s isolato e
separato dal resto del corpo. Ma allora, qualunque occhio o naso
io immagini, esso deve avere una particolare forma e colore.
L'idea di uomo che io mi formo deve essere o di un uomo bianco, o
di un nero, o di uno rosso, diritto o storto, alto o basso o di
media taglia. Io non posso con uno sforzo di immaginazione
formarmi un'idea di uomo prescindente da tutti i particolari e che
non abbia niente di particolare in s. Per la mia vita! non riesco
a comprendere le idee astratte.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 713.
